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lunedì 25 gennaio 2010
Quanta confusione ancora...ne ho tanta nella testa, certamente meno ansia, sembravo star meglio scrollandomi tutto di dosso e invece sì, sto meglio, ma non bene...L'altra sera avrei potuto scalare un monte d roccia sentendomi libera dal mio muro, ma so già che la decisione che ho preso costerà tanto a me e forse anche a ki m sta intorno che conta anche su di me... Purtroppo nn ho soldi, non ho nulla per cominciare qualcosa, niente neanche per poter finanziare il mio libro che mi affanno a correggere e rileggere (sola cosa per la quale mi senta fiera di me). Non fa niente, le cose cambieranno... Sono ancora fragile, ancora in convalescenza dalla mia crisi dell'anima... Forse Melina non scalerà il suo muro, ma lo lascerà solo al centro di una terra che non calpesterà mai più...forse la sua eco risuonerà ancora nella mia testa, ancora, ma fino a quando? Dimenticherò perchè è quello che voglio e posso fare, e costruirò una casa, una famiglia, aprirò un'attività, diventerò una scrittrice...e se potrò tornerò nella mia personale valle di lacrime e farò i conti con il muro...prima o poi farò i conti con il muro, ma quando sarò pronta...fino ad allora mi trascinerò dietro la mia corce...purtroppo nn riesco a fare altrimenti.
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sabato 23 gennaio 2010
Melina vuole vivere...

Forse sto riconquistando il mio fallimento...forse...ci sono quasi... E sto bene, maledettamente bene...perchè l'autodistruzione è qualcosa di insensato e tutto è meglio fuorchè impazzire...il fallimento è meglio di questo dolore sordo che non mi fa respirare... Vattene via, lasciami in pace, vattene vattene vattene via, lontano da me... Ho fatto di tutto, ho dato il massimo, MA HO PERSO ANCORA... Ho perso non posso farci nulla, non posso morire Dio, non posso morire...deve esserci una via secondaria... MELINA HA SCALATO 99 MURI E ALL'ULTIMO SI è FERMATA... si è fermata e non riesce ad avanzare... Quel muro è scivoloso, cosparso d'olio e quell'olio sembra essere bollente...puzza in modo nauseabondo ed è nero, nero come il vuoto, nero come il nulla. Quel muro è costellato di chiodi che graffiano, di cocci di bottiglie che luccicano malignamente, di filo spinato che strappa le carni...puzza di morte quel muro, puzza di pianti e lacrime e sudore di chi ha paura...quel muro è duro come la paura, la paura dura come il diamante... Melina non crede di poterlo scalare perchè i 99 muri che si è lasciata alle spalle l'hanno stremata, le hanno lacerato la carne, scorticato l'anima, spezzato le ossa...Melina ha le unghie sanguinanti ed è così maledettamente piccola, così maledettamente fragile di fronte a quel muro...Melina vuole vivere, vivere senza per forza dover scalare quello schifoso muro del male, Melina vuole aggirarlo quel muro, per una volta vuole aggirarlo perchè la sua buona dose di sofferenze la vita gliele ha già date...Melina vuole sorridere... Melina ha gli occhi sbarrati di fronte a quel muro alto quanto un gigante, sotto un cielo scuro e sempre grigio, lei vorrebbe soltanto vivere la propria vita e lasciarsi alle spalle il centesimo muro...Melina non vive nei romanzi fantasy che scrive, Melina è un essere umano che ha questa DEBOLEZZA che non riesce a superare... Lei soffre...Melina cerca una via di fuga che non la costringa a scalare quell'abominio ancora una volta... Melina ci prova ma scivola, si scotta, si graffia. Le sue ossa scricchiolano, il suo intero essere trema incessantemente; grida mute la soffocano...perchè il muro copre tutto, tutte le sue parole e l'assorda con le promesse che ha fatto e che non potrà mantenere
... Melina desidera che la sola persona che per lei conta in questo mondo, le dica che va tutto bene, Melina vuole che le dica che non importa, che quel muro se ne resterà lì da solo a marcire nella merda dell'inferno perchè è venuto Marco suo a tirarla fuori di lì, perchè Marco suo se vuole può mostrarle che il muro può essere aggirato, forse perdendo qualcosa, infrangendo una promessa, ma guadagnando la serentià... Melina vuole vivere...
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